Cari amici,
è il tempo dei buoni propositi e ce ne sono alcuni da cui non si può sfuggire. Ci sono degli snodi che la politica deve per forza affrontare e risolvere, pena l’agonia di una Nazione, la nostra, già piagata da un 2020 terribile. Iniziamo dall’Europa, il grande potenziale mai realizzato. Potrebbe essere una confederazione, il luogo di incontro di popoli liberi che collaborano. Invece rimane una matrigna dirigista e tecnocratica, che si sfama sulla testa dei popoli. Misura le nostre zucchine, ci impone di importare prodotti di cui siamo primi produttori, un esempio a caso sono le arance siciliane. Ci fa digerire, grazie al servilismo e all’inettitudine totale di Conte e Arcuri un accordo sui vaccini che ci mette in difficoltà. Ma non solo, che la Germania rompe per accaparrarsi più dosi, fregandosene altamente del contratto con cui ci ha vincolati. Insomma a noi gli oneri, a loro gli onori! La stessa Europa che stipula un accordo scellerato con la Cina presentato alla stampa e alla cittadinanza da Xi, Merkel e Macron. E noi chi siamo? l’Italia da Paese fondatore è diventato ufficialmente lo scolaro in castigo? Dobbiamo solo prendere ordini e pagare? O l’Europa gretina, che si fa dare lezioni di retorica da una ragazzina volenterosa e strumentalizzata. L’ambiente e la sua tutela sono una cosa seria, come noi conservatori sappiamo bene. Gli slogan, la caccia alle streghe, soddisfano un certo pubblico radical chic ma non migliorano le cose. Oggi servirebbe un grande piano sanitario condiviso, i tedeschi hanno dimostrato ampiamente che non esiste la lealtà minima per costruirlo. Tutto questo va cambiato, è prioritario. E questo è forse il primo, fondamentale buon proposito politico di quest’anno. Perché l’Europa sia una risorsa, non chi ci saccheggia.

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